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Storia

Nel 1649 il feudo di Gallo, con il titolo di Marchesato, fu retto dalla famiglia Mastullo. Nel 1741, data di inizio del catasto onciario di Gallo, utile possessore della terra di Gallo è il principe Giovanni Pignatelli della terra di Monteroduni. I Pignatelli mantennero il possesso di Gallo fino all'abolizione della Feudalità avvenuta nel 1806. Tra il 1806 ed il 1815 numerosi beni ecclesiastici e monastici furono assorbiti dal demanio e successivamente venduti ai privati. Nel 1802 la popolazione ascendeva a circa 1500 abitanti.
Intorno al 1860-1861 il Matese fu scosso dai moti insurrezionali dei briganti: i ribelli entrarono in Presenzano e Capriati; occuparono Letino, irruppero in Roccamandolfi, Pratella, Val di Prata e Castelpizzuto inneggiando a Francesco II.
Numerosi scontri si ebbero sul Matese: nel territorio di Gallo Matese, nella località Campo figliuolo, gli insorti sconfissero una compagnia di bersaglieri.
Successivamente, nel 1877, ci fu uno dei tentativi insurrezionali più importanti, per concezione e per risultati propagandistici, attuato nella zona del Matese da un gruppo di aderenti alla Federazione Italiana dell'Internazionale, detto in seguito appunto "banda del Matese".

Lago gallo matese


Vi aderivano molti dei personaggi più rappresentativi dell'anarchismo italiano dell'epoca, tra cui, in particolare, Carlo Cafiero ed Errico Malatesta. La scelta della zona non era stata fatta a caso. Impervia, montagnosa, scarsamente popolata, rappresentava un ambiente ideale per la guerriglia: gli uomini avrebbero potuto facilmente compiere le proprie sortite nei vari centri abitati e poi rintanarsi al sicuro nei posti e nelle cascine abbandonate.
Il giorno 8 aprile 1877 la banda del Matese era guidata da Cafiero, Malatesta e da Pietro Cesare Ceccarelli dopo aver occupato il paese limitrofo di Letino si diressero verso Gallo Matese. Al municipio di Gallo gli anarchici arrivarono verso le due del pomeriggio. Malatesta aprì la serratura a pistolettate e, così come fatto a Letino, tutta la "carta bollata" del Comune fu arsa: registri catastali, schedari delle imposte, atti ipotecari, ecc., il tutto per dimostrare simbolicamente l'abolizione dei diritti dello stato e della proprietà privata.
Tutto si svolse nell'entusiasmo e senza difficoltà di alcun genere. Le truppe governative, anche se non si erano ancora fatte vedere, non erano restate con le mani in mano. Gli internazionalisti, quando abbandonarono Gallo, si trovarono praticamente e improvvisamente accerchiati. A complicare la situazione si aggiunse il maltempo. Gli uomini passarono tutto il 9 e 10 aprile nel duplice tentativo di cercare un rifugio e di superare l'accerchiamento, ma senza esito.
Il giorno 11, la banda trovò finalmente riparo nella masseria Concetta, tre miglia sopra Letino e qui decise di fermarsi. Il 12 aprile un reparto di bersaglieri fece irruzione nella cascina sorprendendo gli anarchici. Date le condizioni degli uomini e delle armi non ci fu resistenza. L'insurrezione del Matese era finita.
Il 2 gennaio 1927, eliminata la provincia di Caserta, Gallo Matese passò alla provincia di Campobasso, ritornando alla provincia di Caserta l'11 giugno 1945, quando questa fu ripristinata dopo la Seconda Guerra Mondiale.
Nel 1861 risulta che Gallo contava 2015 abitanti.
Da questa data in poi la popolazione è cresciuta, fino a toccare la punta massima di 3417 unità nel 1921. In seguito la popolazione è diminuita fortemente fino agli attuali (censimento Istat 2001) 761 abitanti.

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